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Mar 21
2022

yuri alina nazar

 

Nazar ha 8 anni, Alina 7.

Sono cugini, ballano entrambi. Studiano alla scuola elementare della loro città, hanno un sacco di amici, una bella famiglia.

 

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La mamma di Nazar, Oksana, lavora come contabile e ama l'Italia: l'ha conosciuta un Giugno di qualche tempo fa, arrivando a Genova, Sestri Ponente, come ragazza alla pari, ospite di una famiglia gentile cui era impossibile non affezionarsi.

Dal mare, a Giugno, il profumo dell'estate a Sestri arriva fino a dentro le case: anche l'estate di Kiev ha il suo profumo, ma diverso, e quel profumo genovese così buono diventa il motivo per tornarci anche il Giugno successivo, e poi quello successivo, e poi quello successivo ancora. Quattro mesi, quattro anni, quattro estati consecutive, e per Oksana l'Italia diventa un posto amico.

A Kiev, un giorno di febbraio del 2022, con la neve arriva anche la guerra. Chi comanda la Russia ha deciso che l'Ucraina è roba sua, così dove prima si viveva una normalità rimpianta, ora si spara, si bombarda, si spacca tutto con i carri armati, si avanza con ragazzi costretti a fare i soldati contro altri ragazzi costretti a fare i soldati, dal confine verso la capitale, che deve essere assediata, e cadere, e smettere di essere Kiev.

Oksana non ci pensa troppo: quando capisce cosa sta per accadere pensa ai suoi bimbi, chiama in Italia, chiama la famiglia gentile, e chiede aiuto. Ma non solo per i suoi bimbi, anche per altri: vuole accompagnare via da quel disastro gli ospiti di un orfanotrofio, vuole accompagnarli in Italia. Così le porte di quella casa ai primi di marzo tornano ad aprirsi per ospitarla, ma non più come ragazza alla pari. Come mamma di Nazar, come zia di Alina, come angelo dei ragazzini e delle ragazzine dell'orfanotrofio di Kiev. Con i due cuginetti, anche la nonna, la mamma di Oksana, che non voleva lasciare la sua città, ma che alla fine si è fatta convincere.

 

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A Genova la storia si sparge presto, e quando arriva alle orecchie di Paolo, un Orso delle Province dell'Ovest amico della famiglia gentile, il bisogno di dare una mano prende la forma più spontanea: “Nazar, Alina, perché non venite a giocare a rugby’?”.

Paolo, l’Orso, è Paolo Ricchebono, ex Campione d’Italia con la Mediolanum dei Dominguez, dei Cuttitta, dei Campese. Il rugby è da sempre la sua vita, come la montagna: adora allenare i ragazzini, e così quei due di Kiev non gli sfuggono. Va letteralmente a prenderli a casa, perché sa che dentro una squadra, quel loro smarrimento si sarebbe smarrito subito, e gli amici sarebbero sbocciati anche senza parlare la stessa lingua. Soprattutto avendo un asso nella manica… 

“Non li avrei mai voluto mettere in difficoltà, ma Nazar e Alina parlano russo, e da noi in Under 17 c’è un ragazzorusso, si chiama Yuri Litvin, e neanche per un secondo ho pensato che non avrebbe dato loro tutto l’aiuto possibile”.

Così è stato: pomeriggio d’allenamenti, Paolo porta i piccoli ospiti al campo: mentre cominciano le presentazioni, i due sono un po’ spaesati, non capiscono nulla se non che tutti sorridono amichevoli. Poi improvviso, quel suono familiare: russo, parole russe, sorriso russo, “Ciao, sono Yuri e sono qui per aiutarvi”. Gli occhi di Nazar si spalancano e diventano luminosi, quelli di Alina ancora di più: la sorpresa più inaspettata, e per questo la più bella.

“Ora sono inseparabili, a loro tre non interessa nulla chi è russo e chi è ucraino: Yuri è diventato il loro punto di riferimento, a lui piace sentirsi così, sapere di essergli utile, e loro si fidano ciecamente”, racconta ancora Ricchebono. “Non serve ricamarci troppo sopra, si chiama umanità, ed è esattamente come dovrebbe essere”.

 

logo province ovest

 

I due ragazzini di Kiev vogliono tornare a casa, ma anche se piccoli sanno che per il momento non si può. Intanto, da lunedì scorso hanno ricominciato a fare scuola, in DAD: la loro maestra, da Kiev, ha deciso di non interrompere l’insegnamento, e in un modo o nell’altro le lezioni andranno avanti attraverso uno schermo, anche sotto le bombe, separati ma vicini. 

Il rugby, nel frattempo, comincia a diventare familiare: Nazar è un bell’atleta, il più alto della sua Under 9. Alina è agilissima, anche lei la più alta della squadra. 

Domenica hanno giocato la loro prima Festa del Rugby assieme ai nuovi compagni: rugbisti tra rugbisti, bambini tra bambini. Esattamente come dovrebbe essere.

Mar 04
2022

Partita l’organizzazione dell’Open Day di Primavera, un weekend dedicato all’amicizia con la palla ovale in tutto il territorio nazionale

 

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Roma – Dopo la prima, storica edizione dello scorso settembre, torna l’Open Day FIR dedicato alla conoscenza ed all’amicizia con la palla ovale tramite l’iniziativa coordinata da FIR attraverso il coinvolgimento di tutti i Comitati e le Delegazioni Regionali della Federazione.

Feb 24
2022
RUGBY per TUTTI NEG
 
Roma  Il Consiglio Federale, nel corso della seduta tenutasi lo scorso 12 febbraio a Roma, ha approvato i progetti presentati dall’area Promozione & Sviluppo, varando un intervento complessivo di un milione di euro suddivisi tra le attività connesse all’attuazione del Protocollo FIR-FIGC ed il potenziamento dei servizi rivolti ai Club in ambito di formazione e supporto tecnico-organizzativo.

Feb 16
2022

scuola attiva cover

Prima parte fino al 22 marzo, poi subito la seconda fino al 22 maggio: Lazio, Lombardia, Piemonte e Veneto le regioni più attratte dall’ovale, ma tutto il Paese ha risposto molto bene 

Roma – L’area Promozione & Sviluppo di FIR comunica che sono oltre 300 le scuole italiane che hanno scelto il rugby come sport da far conoscere e praticare ai propri alunni nell’ambito del progetto “Scuola Attiva”, promosso in condivisione da Sport & Salute, Ministero dell’Istruzione e Governo.

Il progetto raccoglie il testimone del suo predecessore "Scuole Aperte allo Sport", ampliandone contenuti e livelli di partecipazione, ed è finalizzato ad una diffusa promozione dell’attività fisica e sportiva in parallelo a quella della cultura del benessere e del movimento, rivolgendosi agli studenti della Scuola Primaria e Secondaria di primo grado.

Due gli ambiti articolati: “Scuola Attiva KIDS”, specifico per la Scuola Primaria, e “Scuola Attiva JUNIOR” per la Scuola Secondaria di primo grado.

In particolare per “Scuola Attiva JUNIOR”, le scuole italiane hanno potuto scegliere due discipline tra quelle proposte dalle 34 Federazioni che hanno aderito all’iniziativa: i tecnici delle due discipline prescelte sono chiamati ad intervenire in due consecutive finestre temporali (fino a marzo 2022 la prima, da marzo a maggio 2022 la seconda). Le stesse Federazioni, ricevuta da Sport & Salute la lista delle Scuole che hanno optato per la loro disciplina, si impegnano a mettere a disposizione i Tecnici e regalano alla Scuola un kit di materiale tecnico necessario alla prosecuzione della pratica anche dopo la fine del progetto.

Tramite la struttura tecnica di Promozione & Sviluppo le oltre 300 scuole (su un totale di 1941) che hanno optato per il rugby saranno oggetto di un programma che prevede, oltre all’attività svolta con gli insegnanti di Educazione Fisica e con gli alunni, anche l’attivazione di un canale di comunicazione/collaborazione diretto con un Club di prossimità tramite uno o più dei suoi tecnici. 

Oltre al materiale predisposto da Sport & Salute, FIR fornirà a ciascun istituto in aggiunta un proprio kit, personalizzato con il logo identificativo di Promozione & Sviluppo “RugbyxTutti” ed utile a garantire continuità all’esperienza rugbistica di ragazze e ragazzi, come spiegato dal Responsabile Nazionale Francesco Grosso: “Abbiamo aderito alla proposta di partecipare al progetto non appena ricevuta, dopo aver rapidamente verificato la sua fattibilità. Credo che il nostro sarà un intervento efficace, la risposta in termini di richieste rugbistiche da parte delle scuole è stata superiore ad ogni aspettativa, arrivando in molte regioni a rappresentare uno degli sport più richiesti, se non addirittura il più richiesto, e per essere all’altezza ci siamo organizzati al meglio”. 

La struttura tecnica è pronta, dai coordinatori di macro-area a quelli territoriali”, prosegue ancora Grosso, “con l’obiettivo molteplice di seminare da un lato la cultura del benessere derivante da una pratica sportiva, dall’altro il piacere del nostro gioco ed i suoi valori educativi, ed infine di costruire quanti più ponti possibile tra scuole e Club in ciascun territorio, garantendo quel dialogo in grado di alimentare una reciproca, reale conoscenza ed un flusso concreto di nuove giocatrici e nuovi giocatori, allargando la visione anche alle loro famiglie naturalmente”.

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